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BREXIT : IT’S A DEAL!

Ecco Brexit  e finalmente si  mette la parola fine ad un tema che è stato sulle cronache per oltre quattro anni.

Infatti in data 24/12/2020 è stato trovato l’accordo che regola i rapporti commerciali tra i due blocchi a partire dal 1/1/2021. Nel corso di questi anni si è dato spazio a diverse speculazioni sull’argomento, prevedendo scenari apocalittici che invece non si sono avverati.

Cambiamenti:

L’accordo raggiunto tra le parti, regola diversi aspetti nelle relazioni, tra i punti più importanti troviamo :

a) Libero scambio commerciale tra UE e Regno Unito senza alcuna applicazione di dazio;

b) Libera circolazione dei capitali senza alcune restrizioni;

c) Fine della libera circolazione delle persone.

In sostanza nulla cambia per i primi due punti; mentre invece si registra un cambiamento per quanto concerne il punto C.

Infatti dal 1 gennaio 2021 chi vorrà recarsi in Regno Unito per lavorare o studiare dovrà richiedere un visto. Nel caso di un visto lavorativo, è stato introdotto un sistema a punti che prende in considerazione diversi fattori tra i quali : istruzione, esperienza professionale, conoscenza della lingua inglese, offerta di lavoro ed età.

Quali sono ora le prospettive per il Regno Unito dopo Brexit? Quale strategie verranno adottate per posizionarsi come entità autonoma nel mercato internazionale?

Ad oggi il Regno Unito ha già concluso accordi commerciali che entreranno in vigore dal 1/01 con 90 paesi.

Dati :

Dalla tabella sottostante si evince, che per l’anno 2019 (ultimo dato disponibile), il Regno Unito esporta rispettivamente per 57 % verso paesi non appartenenti all’Unione Europea e per il 47 % verso l’Unione Europea stessa. Numeri opposti per quanto concerne le importazioni, infatti l’Unione Europea è il maggior esportatore verso il Regno Unito. Ecco perché l’accordo tra i due blocchi era quasi scontato!

Alla luce dei dati esposti, l’uscita dall’Unione Europea rappresenta una maggiore libertà di movimento in termini di conclusione di accordi commerciali di libero scambio.

Le strategie in atto, del governo guidato dal Primo Ministro Boris Johnson, sono quelle di legiferare una serie di provvedimenti che hanno come obbiettivo, l’attrazione dell’investitore estero verso il Regno Unito.

Alla fine di tutto questo processo, non si è registrato né il crollo della sterlina, né il totale trasferimento nell’Europa Continentale dei principali players mondiali presenti a Londra, ai quali le città come Parigi e Francoforte speravano di poter vedere.

Il testo integrale dell’accordo con l’Unione Europea è consultabile al sito : http://www.gov.uk

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